6 giu

La ricetta per un buon investimento

"Investire dovrebbe essere noioso. Non dovrebbe essere eccitante. Dovrebbe essere un po’ come rimanere a guardare la vernice che si asciuga o l’erba che cresce. 

Se cercate il brivido, prendete ottocento dollari e andate a Las Vegas, anche se non è facile diventare ricchi al casinò, alle corse dei cavalli e nemmeno alla Merril Lynch”.

Questa la risposta del premio Nobel per l'economia Samuelson a chi gli chiedeva se esistesse l'investimento perfetto.

Le vecchie regole dell'investimento

Oltre a questa puntuale riflessione di Samuelson, ci troviamo in un momento storico che non rispetta più le regole, fino a pochi anni fa conosciute e studiate, che determinavano il buon esito di un investimento:

  • asset allocation (allocazione del portafoglio)
  • market timing (tempo di ingresso)
  • stock picking (selezione dei titoli)

Gli studi economici evidenziavano che il risultato dell'investimento dipendeva al 90% dalla corretta allocazione del portafogli e che solo il 10% del risultato dipendeva dal tempo di ingresso e dalla selezione dei titoli.

Tenuto conto di questo, ci si aspetterebbe una corrispondenza tra i rendimenti dei mercati e quelli dei portafogli di investimento dei risparmiatori. Corrispondenza che invece è rarissima.

Il motivo? Le scelte emotive dei risparmiatori. Già nel 1970 Graham affermava che “il problema principale per un investitore, e anche il suo peggior nemico, è probabilmente lui stesso”.

Partendo da queste considerazioni si sono sviluppati gli studi di finanza comportamentale che poi hanno portato al conseguimento da parte di Kahneman del Nobel per l'economia.

Alla luce di questi studi e per via dell'evoluzione dell'offerta, sia in termini di prodotti che di trasparenza, affermare che esiste un portafoglio adatto a tutti, magari costruito da un roboadvisor, è come affermare che esiste una dieta adatta a tutti, dimenticando che non tutti abbiamo la stessa corporatura, le stesse abitudini e soprattutto gli stessi parametri clinici.

Per questo motivo, la costruzione di un portafoglio di investimento non può essere la risultante di un algoritmo miracoloso ma deve essere simile ad una dieta personalizzata in cui le diverse pietanze vengono inserite in base ai parametri fisici e clinici del singolo individuo e ai suoi fabbisogni. Sapendo che, come in ogni dieta, ogni "svista" provoca inevitabilmente degli squilibri che impediscono il raggiungimento del peso forma nei tempi stabiliti.

Le nuove regole

Partendo da qui, possiamo riformulare il nuovo processo per un adeguato investimento:

  • identificare obiettivi e orizzonti d investimento
  • diversificare gli investimenti (le diverse asset class non performano allo stesso modo e nello stesso momento)

  • investire nel tempo 
  • diffidare dalle emozioni

  • tenere la rotta (la costanza è fonte di performance )
  • cogliere le opportunità (i periodi di pessimismo sono di solito i più propizi)
  • investire regolarmente

Il valore delle nuove regole

Continuando con l'esempio della dieta, possiamo adesso dire che un investimento sarà di successo (e quindi soddisferà il bisogno per cui è stato pianificato) se segue le linee guida dettate da Prudenza, Pazienza e Perseveranza.

La costruzione del portafoglio, come la dieta, non può essere sottovalutata o definita in base ai suggerimenti ricevuti da un amico, un parente o un vicino di casa (come avviene ancora troppo spesso) ma necessita della progettualità e del supporto di un consulente qualificato, meglio ancora se certificato.

I nuovi scenari, infine, hanno reso ancora più evidenti le differenze fra il portafoglio di investimento di un tipico investitore "fai da te" e quello di un investitore guidato da un consulente, permettendo di definire una formula per calcolare il vero valore della consulenza finanziaria.

Se sei curioso di sapere come misurare questo valore clicca qui

TI POTREBBERO INTERESSARE ANCHE