13 giu

Di padre in figlio: i vantaggi della pianificazione successoria

Parlare della propria dipartita non piace a nessuno. Purtroppo però il destino è ineluttabile e riguarda tutti. 

Pianificare il dopo di noi ha un'importanza rilevante non solo dal punto di vista economico ma anche, e soprattutto, da quello strettamente legato ai vincoli familiari. In mancanza di nostre disposizioni, infatti, le modalità di trasmissione dei beni agli eredi saranno effettuate per legge, con la conseguenza di perdere o lasciare ad altri il potere di stabilire a chi e cosa trasmettere secondo la nostra volontà. 

Le regole per la successione

E allora cominciamo questo approfondimento partendo dal ricordare coloro che, secondo legge, in mancanza di nostre disposizioni, saranno individuati come soggetti successibili: coniuge, figli, genitori, fratelli, familiari entro il sesto grado e, infine lo Stato.

In mancanza di coniuge, figli, genitori o fratelli bisognerà rintracciare i parenti entro il sesto grado e la successione avverrà secondo il principio per cui il parente più prossimo esclude gli altri. In caso di più parenti con lo stesso grado l'eredità sarà divisa in parti uguali tra loro.

La figura che segue ci aiuta a comprendere come vengono conteggiati, per legge, i gradi di parentela.

Bisogna intanto distinguere tra parenti in linea retta, quelli che cioè discendono l'uno dall'altro (genitore, figlio, nipote) e parenti in linea collaterale, quelli cioè che, pur avendo uno stipite comune, non discendono l'uno dall'altro (fratello, cugino, eccetera). 

All'interno della linea retta si computano tanti gradi quante sono le generazioni escluso lo stipite. Pertanto, tra nonno e nipote esiste parentela di secondo grado (tre generazioni meno lo stipite). All'interno della linea collaterale si computano le generazioni, salendo da uno dei parenti allo stipite comune per poi discendere fino all'altro parente. Pertanto tra i figli di due fratelli, comunemente chiamati cugini di primo grado, il grado di parentela effettivo è il quarto risultante dai 5 soggetti coinvolti (cugino A, suo padre, il nonno, il fratello del padre, cugino B) ai quali si sottrae lo stipite.

I cosiddetti affini, invece, sono quelle persone che, pur facendo parte della famiglia del de cuius, non hanno alcun diritto nella successione (generi, nuore, suoceri e cognati).

Dicevamo che in mancanza di parenti in linea retta si ritengono successibili i parenti entro il sesto grado e in mancanza di essi tutto andrà allo Stato. È necessario pertanto, anche alla luce delle mutate caratteristiche familiari (seconde nozze, divorzi, convivenze, figli di uno solo dei coniugi, eccetera), capire la fondamentale importanza che riveste una corretta pianificazione successoria nel preservare, quanto più possibile, il patrimonio familiare e soprattutto nel garantire le effettive volontà del de cuius

Tutti abbiamo la facoltà di fare in modo che ciò avvenga e abbiamo anche lo strumento per farlo, unica necessità è di provvedere fin tanto che siamo in vita.

L'importanza del Testamento

Forse non tutti sanno che in Italia solo l'8% degli over 55 ha fatto testamento. Probabilmente questa riluttanza è frutto di un tabù associato all'idea della morte o all'errata convinzione che il testamento sia uno strumento adatto solo a chi possiede grandi patrimoni.
Il testamento in realtà consente di decidere, personalmente e con cognizione, le modalità di trasmissione del proprio patrimonio, può inoltre risolvere molti problemi e prevenirne altri.

Il testamento però, pena la nullità, deve essere valido e, affinché lo sia, deve rispettare alcune regole: è necessario che sia olografo (cioè scritto interamente di pugno dal testatore),  sottoscritto e datato. 

Solo un testamento valido ci riserva la facoltà di destinare la quota disponibile o l'intero patrimonio secondo le nostre volontà senza, con questo, ledere i diritti acquisiti (quindi la c.d. quota legittima) ed evitando, al contempo, liti tra familiari.

In figura il calcolo della quota disponibile a seconda della composizione familiare.


Per quanto superfluo, occorre sottolineare che in mancanza di coniuge, ascendenti e figli la quota disponibile è pari all,'intera massa ereditaria.

Non resta quindi che rivolgersi ai propri consulenti così che ci aiutino nel redigere correttamente il testamento, tenuto in debito conto il fatto che ad oggi siamo il paese con l'imposizione successoria più bassa:



I consulenti possono aiutarci soprattutto nella scelta degli strumenti finanziari idonei ad abbattere le eventuali tasse successorie.

Esistono, infatti, determinati strumenti finanziari che non rientrano nel computo per determinare l’ammontare di patrimonio su cui verranno calcolate le imposte di successione.

Significa che investendo le nostre attività finanziarie, o parte di esse, attraverso questi strumenti, potremo effettivamente pagare meno tasse di successione.

Vediamo nel dettaglio quali sono:

  • titoli di stato italiani, quindi i titoli postali, regionali e comunali italiani;
  • titoli equiparati, cioè quelli fiscalmente regolati dalla stessa tassazione dei titoli di stato italiani;
  • titoli del debito pubblico;
  • titoli di stato emessi da stati appartenenti all’Unione Europea (o aderenti allo Spazio Economico Europeo);
  • titoli emessi da enti sovranazionali e organismi internazionali (Bei, Bers, Birs, ecc), che al momento sono equiparati ai titoli di stato italiani per effetto dell’articolo 12 del D. Lgs. 461/1997.
  • polizze vita

I titoli summenzionati sono esenti dalla tassa di successione e non devono neppure essere inseriti nella dichiarazione di successione e consentono quindi di abbattere notevolmente, sfruttando al contempo le elevate franchigie, la tassazione sul trasferimento del patrimonio per successione mortis causa così e per donazione.





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